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I fiori di Bach ed i loro amici

La bacchetta magica non esiste, ma la magia del cambiamento si!!

2021-02-02 10:18

Giulio Di Meo

La bacchetta magica non esiste, ma la magia del cambiamento si!!

La bacchetta magica ha sempre avuto un gran fascino sull’immaginazione collettiva. Pochi passaggi, due o tre formule e il risultato è davanti a te.

 

La bacchetta magica ha sempre avuto un gran fascino sull’immaginazione collettiva. Pochi passaggi, due o tre formule e il risultato è davanti a te. Senza sforzo e senza patemi. Hai presente la fata di Cenerentola quando trasforma la zucca in carrozza? Ecco, la bacchetta magica ha questo privilegio. La magia del cambiamento esiste, e non ha lo stesso beneficio della fata madrina, ma implica un percorso interiore ( a volte anche funesto) ed un nostro coinvolgimento individuale.

Amare se stessi non ha niente a che vedere con i sentimentalismi. Si tratta di un tema decisamente più serio. Nel parlare di amore, ci riferiamo a pensieri, parole, attitudini e comportamenti che rivolgiamo a noi stessi. Così, amarci è sinonimo di ascoltarci, accudirci, accettarci, rispettarci, valorizzarci e, in definitiva, essere amabili con noi in ogni momento e di fronte a qualsiasi situazione. Il primo passo per amarci consiste nel conoscerci, comprendendo come funzioniamo per discernere tra ciò che desideriamo e ciò di cui abbiamo bisogno per essere felici. Questo processo di auto-conoscenza,  è il mezzo che ci permette di impadronirci della nostra mente, superando attraverso l'accettazione e l'amore, le nostre paure, il nostro dolore, i complessi e le frustrazioni.
Quando prendiamo l'impegno di amarci, ciò che in realtà ci stiamo assumendo è la responsabilità di creare dentro di noi i livelli di benessere che prima tendevamo a delegare a fattori esterni. Il sintomo più evidente che stiamo coltivando l'amore verso noi stessi è un aumento notevole della nostra energia vitale, che migliora la nostra salute fisica ed emozionale.


Conoscersi significa avere consapevolezza di sé.

 

Per capire questo concetto, inizieremo facendo un esempio. C’è un ragazzo che, grazie al suo impegno, al suo valore e alle giuste opportunità, è riuscito a raggiungere una buona posizione lavorativa, ma nonostante questo non è felice. Si compra una macchina, una casa, ma continua ad avvertire un vuoto esistenziale, un’inquietudine che nessuna delle sue relazioni affettive riesce a calmare o riempire, né tanto meno i beni materiali che accumula. Poco a poco, prende le redini della propria vita e riflette su se stesso, sprofonda nel suo io interiore alla ricerca di risposte. Forse ha voluto vivere troppo in fretta dimostrando agli altri tutto quello che poteva fare, è consapevole che finora ha cercato solo di accontentare gli altri, la sua famiglia, di farsi valere di fronte agli amici, ma non si è mai chiesto di che cosa avesse davvero bisogno. Viveva all’esterno, ma non all’interno.

In che modo si potrebbe allora definire la conoscenza di sé?

1. Conoscere se stessi significa controllare le proprie esperienze interiori, essere consapevoli dei propri stati d’animo e agire di conseguenza.

2. A volte avvertiamo un senso di insoddisfazione, ma ci imponiamo di seguire la strada ordinaria perché questo è ciò che si aspettano gli altri o perché, semplicemente, abbiamo paura di uscire dalla nostra “zona sicura“. In questo modo, ci obblighiamo a dare le spalle alla voce dentro di noi che chiede aiuto, che ci chiama solamente per farsi ascoltare.

3. La conoscenza di sé è un pilastro dell’intelligenza emotiva. In realtà, si tratta di prendere consapevolezza di sé, agendo in maniera riflessiva ed equilibrata in base a ciò che sta attorno. Noi comprendiamo noi stessi e rispettiamo e capiamo gli altri, ma questo non significa che non abbiamo diritto a difendere le nostre necessità o che agiamo in base ai nostri sentimenti e i nostri valori.

4. Per essere felici, non è necessario accumulare “cose” e nemmeno conoscenze. Non è certo più felice chi possiede o sa più cose, ma quello che capisce di più, quello che dimostra di avere più umiltà o chi conosce meglio se stesso. Se non sappiamo dove sono i nostri limiti, ci sarà sempre qualcuno che tenterà di abbassarli. Se non sappiamo quello che vogliamo, andremo sempre in cerca di qualcosa. Se non sappiamo apprezzare quello che abbiamo e quello che siamo, la nostra frustrazione non farà che aumentare. Ne vale la pena? Ovviamente no.

La conoscenza di sé è quell’esercizio quotidiano che tutti dovremmo fare per gestire al meglio quel mondo complesso che, giorno dopo giorno, ci mette alla prova e ci presenta nuove sfide.

A volte, la saggezza risiede proprio nella conoscenza di sé, imparando ad agire a seconda delle proprie emozioni. Imparando a conoscerci meglio, ci sentiremo più sicuri, più completi, più semplici e non solo saremo più felici, ma riusciremo anche a contagiare gli altri con la nostra felicità. Proviamoci fin da subito!

 

Giulio Di Meo BFRP

Docente ASI

 

 

 
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